18 maggio 2017

FAQ – Domande frequenti

Ci spiace ma una volta completata l’iscrizione non possiamo in nessun caso rimborsare le quote. Offriamo la possibilità di effettuare delle prove e ai principianti offriamo anche la possibilità di iscriversi a minicorsi trimestrali.

Nel caso in cui ci sorgessero delle problematiche serie che ti costringono a sospendere la pratica per un certo tempo, sentiamoci e capiamo insieme se esiste un modo per recuperare.

Onestamente, non crediamo che il corso di kendo possa essere la risposta. Se il fine è questo, esistono altri corsi decisamente più adatti. Probabilmente il kendo potrebbe esservi utile nel caso giraste sempre con una katana addosso. Ma la legge, fortunatamente, non lo permette.

No, nel kendo tipicamente si utilizzano solo la shinai (spada di bambù) e il bokuto (spada di legno).

Nello iaido invece si utilizza uno iaito, un’imitazione della katana più simile all’originale.

L’ideale naturalmente sarebbe che tutti i principianti potessero accedere al corso nello stesso momento. Questo per favorire la didattica e la crescita collettiva del gruppo principianti. Se comunque desideri unirti a noi anche nel corso dell’anno, contattaci. Una soluzione pensiamo si possa trovare.

Ovviamente sì! Sarà un grande piacere condividere una pratica insieme. Ti preghiamo solo di contattarci in anticipo in modo da assicurarti la migliore accoglienza possibile.

Il kendo è una disciplina particolare, ci possono volere mesi, anni o un’intera vita per capirne intimamente i principi e i fondamenti. Il nostro consiglio è di venire ad assistere ad una o più pratiche e fare una chiacchiera con un istruttore o un sempai (praticante “anziano”), almeno per avere un’idea un po’ più precisa di cosa sia il kendo. Inoltre offriamo la possibilità di effettuare lezioni di prova. Non ci interessa “vendere” un pacchetto ma solo far conoscere a più persone possibile la bellezza di questa “arte”.

Possiamo dire che il kendo presuppone una certa spesa iniziale per l’acquisto dell’attrezzatura.
Per cominciare ti sarà sufficiente una tuta, ti forniremo noi shinai (spada di bambù) e bokken (spada di legno). Successivamente il primo passo sarà acquistare un keikogi (giacca) e una hakama (gonna-pantalone) che contribuiranno a farti sentire parte integrante del gruppo. La spesa si aggira sul centinaio di euro. Poi sentirai il bisogno di possedere la tua shinai e il tuo bokken personali (costo a partire da circa 30 euro cadauno). Infine, al termine del corso principianti, dovrai pensare ad acquistare il tuo bogu (armatura). Prima di affrontare questa spesa (dai 400-500 in su) anche in questo caso possiamo fornirtene temporaneamente uno noi in prestito. Tieni presente poi che un buon bogu tenuto con cura potrà durarti anche 10 anni o più.
Per fortuna Internet ci viene incontro ed online, facendo un po’ di ricerche, si trovano ottime offerte.
Insomma il kendo non costa come fare nuoto ma nemmeno prevede costi eccessivi, soprattutto considerata una spesa ammortizzata su più anni.

La costante pratica del kendo porta con sé molteplici benefici. Chi decide di perseguire la via della spada, sicuramente non lo fa per curare o sviluppare un determinato aspetto fisico. Certo, un paio di allenamenti settimanali indubbiamente aiuteranno a mantenersi in una buona forma. Ma i principali benefici li si potranno apprezzare soprattutto a livello spirituale e caratteriale. La pratica del kendo ha nel rafforzamento dello spirito uno degli obiettivi finali. Inoltre speriamo possa contribuire a migliorare il tuo modo di relazionarsi con gli altri.

Il kendo è un’arte marziale e in quanto tale fonde in se stessa principi filosofici e spirituali derivanti dallo zen e dal confucianesimo. L’etichetta o rei-gi è un aspetto fondamentale che caratterizza la pratica del kendo dal momento in cui si mette piede nel dojo a quando se ne esce. Il rispetto per il luogo di pratica, del maestro e di tutti gli altri praticanti è alla base del kendo. Ci si saluta e ci si ringrazia non per una semplice cortesia e buona educazione, ma perchè il confronto tra praticanti è l’unica via per una crescita e uno sviluppo individuale. Ogni volta che si incrocia la spada con un altro kenshi si ha pertanto l’opportunità di apprendere qualcosa di nuovo o di migliorare qualche aspetto a livello personale.

Se vuoi approfondire questo tema, sarà un piacere discuterne insieme davanti ad una bella birra a fine pratica.

Non più di altre attività sportive. Sicuramente meno di un calcetto tra amici. Certo, soprattutto all’inizio, metti in conto qualche piccola vescica sotto i piedi (eh sì, se non te l’avevamo già detto, il kendo si pratica a piedi nudi) e/o sulle mani.

Tipicamente la lezione inizia con un breve riscaldamento, seguito da alcuni esercizi effettuati con il bokken (spada di legno) e dal saluto. Un ulteriore intervallo temporale può essere dedicato ad altri esercizi effettuati sempre col bokken. Si passa poi agli esercizi di base col bogu (armatura) e shinai (spada di bambù). Solitamente la lezione termina con un giro di jigeiko (combattimento libero) e un kirikaeshi finale. Ovviamente questo schema è indicativo e la lezione, a seconda dello scopo perseguito nell’insegnamento, può variare a discrezione degli istruttori.

Il kendo innanzitutto non è uno sport bensì un’antica arte marziale che conserva tutti i principi filosofici e morali che sono alla base della sua pratica. Lo scopo del kendo è infatti il miglioramento di se stessi attraverso l’uso della spada. In quanto arte marziale, il kendo prevede una rigida etichetta e fonda le basi della sua pratica sul rispetto degli altri: maestro, compagni di allenamento più anziani, principianti, avversari. Per saperne di più consulta la pagina Kendo (source Wikipedia) o visita i siti consigliati nella sezione Link.

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